Menu principale:
Malattie oculari
Maculopatia
Maculopatia: aspecifica lesione della macula.
Patologia non infiammatoria della macula .
La Lesione maculare centrale può essere causata da:
Degenerazione maculare relativa all'età (DMRA), malattia di Stargardt, distrofia dei coni, retinopatia da clorochina, sindrome Spielmeyer-Vogt.
Maculopatia essudativa diffusa:
Caratterizzata da retina con ispessimento edematoso a livello della fovea, spesso con alterazioni di tipo cistico.
Maculopatia essudativa focale:
Caratterizzata da essudati duri entro un diametro papillare dal centro della fovea o da anelli di essudati duri all’interno della regione maculare.
Maculopatia miopica:
La maculopatia miopica si può avere nella miopia degenerativa o patologica (aumento della lunghezza assiale dell’occhio (> 26mm) e miopia superiore alle 6
diottrie - Rappresenta il 3% della popolazione miope) con distensione patologica della sclera e conseguente assottigliamento e alterazioni patologiche
della coroide e del polo posteriore e della periferia retinica.
La causa a non è nota e non si può arrestare l’eventuale progressione della miopia; si hanno eventi patologici che possono portare alla cecità legale.
La miopia patologica è una delle più importanti cause di neovascolarizzazione coroideale e consequente deficit del visus centrale.
La neovascolarizzazione sottoretinica maculare si manifesta nel 5-10% delle miopie patologiche e spesso fra i 40 e 50 anni con maggiore incidenza nelle
donne.
Spesso si hanno emorragie maculari con improvvisa diminuzione del visus, talvolta con metamorfopsie.
L’emorragia è tonda, densa, profonda (sottoretinica) spesso centrata sulla fovea.
Di estrema importanza è stabilire la causa dell’emorragia che può essere provocata:
1) da una rottura della membrana di Bruch ed in tali casi l’emorragia si riassorbe spontaneamente talora senza alcuna variazione della vista.
2) ad una neovascolarizzazione sottoretinica che deve invece essere individuata per procedere ad un trattamento laser.
La diagnosi viene fatta con la fluorangiografia retinica associata o meno ad una angiografia con il verde indocianina.
I sintomi possono essere rappresentati da una distorsione delle immagini, dalla comparsa di una macchia centrale, dalla riduzione dell'acuità visiva soprattutto per vicino, alterata visione dei colori, immagini rimpicciolite.
Le forme di neovascolarizzazione coroideale localizzate fuori dalla fovea (la regione più importante della retina deputata alla visione distinta) si
possono trattare con il laser tradizionale, le neovascolarizzazioni coroideali subfoveali (maggioranza dei casi) con la terapia fotodinamica (PDT) o
fototermica TTT.
La terapia fotodinamica si basa su un principio totalmente nuovo: la distruzione selettiva fotochimica delle pareti del neovaso.
Tale terapia comporta l'iniezione endovenosa di un farmaco fotosensibile (verteporfina).
Raggiunta l'opportuna concentrazione a livello oculare, il medicinale viene attivato da uno specifico laser a bassa potenza in modo da chiudere in modo selettivo la lesione neovascolare.
E’fondamentale la diagnosi precoce (mediante fluorangiografia) della maculopatia essudativa, per trattare i pazienti quando l'acuità visiva è ancora buona.
Terapia delle DMLA iniezioni Intravitreali di farmaci Antiangiogenici.
La Degenerazione Maculare Legata all’Età (DMLE), rappresenta la causa principale di cecità nei soggetti di età superiore a 50 anni, nel mondo occidentale. L’80-90% dei pazienti con una grave perdita della vista, presentano una DMLE caratterizzata da neovascolarizzazione coroideale(CNV), detta anche degenerazione maculare senile neovascolare. Nella CNV i vasi neoformati sono soggetti alla fuoriuscita di sangue e liquidi; questo complesso formato da vasi e tessuto fibroso può distruggere i fotorecettori in un periodo di 3-24 mesi, causando una grave perdita della vista, progressiva e irreversibile. Se non trattata la lesione conduce ad una scarsa visione centrale (<20/200) entro 2 anni. L’eziopatogenesi della CNV non è nota. Tuttavia ci sono evidenze suggestive del fatto che i fattori angiogenici quali il VEGF (vascular endothelial grow factor) e il fattore di crescita dei fibroblasti giochino un ruolo nella patogenesi della malattia.
La pratica clinica quotidiana ha dimostrato che l'utilizzo di farmaci antiangiogenici è l'unica in grado di stabilizzare la malattia , nella sua forma umida ovvero dove sono presenti membrane vascolari sottoretiniche.
Fondamentale per la diagnosi e la terapia delle maculopatia l'esecuzione di esami come l' OCT e la Fluorangiografia.